Draghi difende Bankitalia su Mps e gela Hollande

La Banca Centrale Europea, riunitasi oggi in un Consiglio direttivo, ha deciso di lasciare invariato allo 0,75 per cento i livelli dei tassi di interesse dell'area euro. Il tasso sui depositi e il tasso marginale rimangono rispettivamente a quota zero e 1,50%. Alle 14:30 presidente della Bce Mario Draghi ha tenuto una conferenza stampa durante la quale ha reso noti diversi punti riguardanti la previsione di crescita nell’area euro e fotografato la situazione economica vigente all’interno dell’Unione. Il presidente Draghi ha affermato che “l'attività economica dell'area euro dovrebbe riprendersi più avanti nell'anno, mentre la debolezza dovrebbe prevalere nell'inizio 2013”.
15 AGO 20
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La Banca Centrale Europea, riunitasi oggi in un Consiglio direttivo, ha deciso di lasciare invariato allo 0,75 per cento i livelli dei tassi di interesse dell'area euro. Il tasso sui depositi e il tasso marginale rimangono rispettivamente a quota zero e 1,50%. Alle 14:30 presidente della Bce Mario Draghi ha tenuto una conferenza stampa durante la quale ha reso noti diversi punti riguardanti la previsione di crescita nell’area euro e fotografato la situazione economica vigente all’interno dell’Unione. Il presidente Draghi ha affermato che “l'attività economica dell'area euro dovrebbe riprendersi più avanti nell'anno, mentre la debolezza dovrebbe prevalere nell'inizio 2013”. “Le tendenze dell'inflazione nell'eurozona – ha aggiunto – restano al ribasso e il tasso è destinato a scendere sotto il 2% nei prossimi mesi; ciò porterà la politica monetaria della Bce a restare accomodante”. Tuttavia, ha specificato il capo della Bce durante la conferenza stampa, “restano rischi al ribasso per la crescita". Con ciò facendo riferimento in particolare alla domanda "che potrebbe indebolirsi" e al processo delle riforme "che potrebbe frenare".
Secondo il presidente Draghi il clima di fiducia dei consumatori e degli investitori nell'Eurozona si è stabilizzato, "sia pure a un livello basso", mentre il clima sui mercati finanziari "ha registrato dei miglioramenti". I dati disponibili, ha spiegato Draghi, suggeriscono comunque un "ulteriore indebolimento dell'attività economica" nel breve periodo, con una "graduale ripresa" alla fine del 2013 sostenuta "dalla crescita della domanda interna, dalla politica accomodante della Bce e da un rafforzamento della domanda globale", che avrà un effetto positivo sulle esportazioni. Draghi ha poi aggiunto che "i rimborsi anticipati dei prestiti prestiti triennali ricevuti a interessi ultrascontati, tramite il Ltro – il programma di liquidità approvato per aiutare il sistema creditizio – sono a discrezione delle banche. Le banche coinvolte nella prima iniziezione di liquidita' della Bce hanno già ripagato 140,6 miliardi, una scelta che è a discrezione" degli istituti e che quindi "riflette un miglioramento della fiducia" del settore finanziario.
LA SUPERVISIONE UNICA SULLE BANCHE - "La creazione di un meccanismo di supervisione unico per le banche dell'Eurozona e' una "mossa cruciale", ha dichiarato Draghi. Che ha anche sottolineato come gli istituti di credito dell'unione monetaria stiano "registrando miglioramenti in tutti i settori della raccolta fondi", sebbene sia necessario "rafforzare la loro resistenza".
LA FIDUCIA SUI MERCATI - "La fiducia tornata sui mercati" e la "ridotta frammentazione" nell'area Euro "spingeranno la crescita". Secondo Draghi i rafforzamenti dell'euro contribuiscono a ridurre i rischi di rialzi inflazionistici nell'Unione valutaria. Il presidente ha poi citato il fattore dei cambi, assieme a quello della debolezza economica, tra quelli che contribuiscono a tenere bassi i rischi sul caro vita.
L'apprezzamento dell'euro sul mercato dei cambi "è un segno di un ritorno della fiducia nella moneta unica", ha ribadito in confrenza stampa. "I tassi di cambio – ha continuato – dovrebbero riflettere i fondamentali dell'economia e, in generale, sia i tassi nominali che reali sono nella media del lungo termine" spiegando che il tasso di cambio non è comunque "un target" della politica monetaria. Riguardo ai rischi che riguardano l'outlook economico dell'area euro, Draghi ha spiegato che "continuano ad essere al ribasso". Per il presidente della Bce questi rischi sono relativi alla "possibilità di una domanda interna per l'export più debole del previsto, da una lenta implementazione delle riforme strutturali nell'Eurozona, insieme ai problemi geopolitici e agli squilibri dei principali paesi industriali, che potrebbero avere un impatto sul mercato delle materie prime e su quello finanziario". La politica monetaria della Bce resterà pertanto "accomodante con una piena modalità di assegnazione delle forniture di liquidita'".
I PAESI UE E IL RUOLO DELLA BCE - Draghi ha ricordato come l'andamento dell'euro non è "uno dei compiti" dell'Eurotower "ma è importante per la crescita e la stabilità dei prezzi: per questo è importante vedere se cambierà le nostre stime". La Bce, ha concluso, "terrà d'occhio" l'andamento del cambio ma per il momento mantiene le proprie stime sull'inflazione. Le politiche di consolidamento fiscale attuate nel recente passato dai governi dell'Eurozona "stanno dando frutti" in termini di "riduzione degli squilibri fiscali" e di riduzione del deficit. "I governi – ha aggiunto Draghi – dovrebbero costruire su questi progressi in campo di consolidamento fiscale, rafforzando la competitività sul mercato dei servizi e riformando il mercato del lavoro. Ciò avrebbe effetti positivi sulla crescita, sull'occupazione e sulla capacità di aggiustamento".
IL CASO MPS - Durante l'incontro con i giornalisti il presidente Draghi ha affrontato anche il tema delle banche italiane e il caso della banca senese del Monte dei Paschi. Sull'operato di Bankitalia, Draghi non ha avuto dubbi: "Bankitalia ha agito bene e tempestivamente, come emerge anche dai documenti e dal rapporto del Fmi". "Bisogna fare la tara su molto di quanto si legge sulla stampa, sui blog, e altrove in merito alla questione di Monte dei Paschi – ha aggiunto – perché c'è anche molto rumore elettorale". "Ho firmato io entrambe le ispezioni sul Montepaschi effettuate dalla banca d'Italia" ha infine sottolineato il presidente della Bce.
HOLLANDE - Alle domande della stampa sull'ultima offensiva francese contro un eccessivo apprezzamento dell'euro portata avanti da ultimo dal presidente francese Francois Hollande, Draghi ha risposto così: "La Bce è indipendente"."Vedremo – ha poi aggiunto – come i mercati valuteranno le diverse dichiarazioni che vengono fatte su questo soggetto".
Tornando sul tema dell'andamento della moneta unica, Draghi ha affermato che "la Bce terrà sotto osservazione gli effetti sui prezzi dell'apprezzamento dell'euro. Certamente vogliamo vedere se questo apprezzamento, nel caso in cui fosse sostenuto, altererà la nostra valutazione per quanto riguarda la stabilità dei prezzi".
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L'INTERVENTO DI SILVIO BERLUSCONI SU MPS - Sulla vicenda del Monte dei Paschi di Siena è intervenuto oggi anche l'ex premier e leader del Pdl Silvio Berlusconi nell'intervista al Giornale Radio Rai che andrà in onda oggi nel gr1 delle 19: "Il caso Mps è uno scandalo enorme, il più grave scandalo bancario della storia d'Italia dai tempi del fallimento della banca romana nel 1892. Altro che Lusi, Penati, Fiorito, qui ci sono più di tre miliardi e rotti che non si sa che fine hanno fatto".
In un'altra intervista rilasciata a un sito di un magazine free press, Berlusconi avrebbe affermato: "Mi vengono i brividi a pensare quale sarebbe stato l'impatto della magistratura e della stampa se al posto del Pd fosse stato coinvolto il Pdl. Eppure i giornaloni italiani, come al solito partigiani della sinistra, hanno gia' fatto sparire dalla prima pagina una vicenda enorme come questa". "Io mi domando – ha proseguito il leader del Pdl – se la vicenda Mps fosse capitata a esponenti del centrodestra quante persone, a decine, sarebbero in galera oggi? Cosa sarebbe successo? Quante intercettazioni si sarebbero ascoltate, quante rivelazioni, quanti pentimenti, quante delazioni".
"Dopo la Banca 121 – ha poi aggiunto – Mps ha comprato la Banca di Mantova, altro pessimo affare. Successivamente il partito si è messo con i suoi uomini di punta vicino a Unipol per comprare la Banca Nazionale del Lavoro e adesso Mps ha comprato l'Antonveneta ad un prezzo di tre miliardi superiore a quello pagato pochi mesi prima dalla banca francese che aveva la proprietà. Ironicamente dico: brava la magistratura di Siena che si comporta come sempre dovrebbe comportarsi la magistratura".
"Monte dei Paschi di Siena – ha poi concluso il Cav. – è una banca a cui io voglio bene perché è stata la banca con cui io ho lavorato per primo e che mi ha garantito tutti i mutui nelle mie realizzazioni immobiliari”.